Come evitare la presenza di MOSH e MOAH nell'olio d'oliva? Rischi, normative e prevenzione.
Conseguenze dell'olio contaminato da idrocarburi di oli minerali (MOH).
Alcuni paesi dell'Unione Europea hanno ritirato o addirittura eliminato lotti di olio d'oliva contaminati da idrocarburi, ma perché sono così preoccupanti? Come è possibile evitarli?
Ciò potrebbe rappresentare un problema per il settore e una perdita di prestigio di questo prodotto in un contesto in cui è essenziale lottare per un olio di qualità e prezzi equi.
In una società che è sempre più esigente sulla qualità del cibo e più rigorosa con i controlli di qualità dei suoi alimenti, l'olio d'oliva non poteva essere da meno. Ed è proprio in questi controlli di qualità che sono state scoperte numerose contaminazioni di lotti di olio d'oliva con idrocarburi, in particolare sono preoccupanti due tipi di idrocarburi, i MOSH e i MOAH.
Cosa sono i MOSH e i MOAH?
MOSH (Mineral Oil Saturated Hydrocarbons)
I MOSH sono idrocarburi saturi degli oli minerali, derivati dalla distillazione del petrolio. Sono costituiti da molecole composte esclusivamente da atomi di carbonio e idrogeno legati da legami semplici. Si presentano sotto forma di catene lineari o ramificate (paraffine) o strutture cicliche saturo (nafteni). La loro presenza nell'olio d'oliva può derivare da contaminazioni durante il processo di raccolta o produzione.
MOAH (Mineral Oil Aromatic Hydrocarbons)
I MOAH sono idrocarburi aromatici degli oli minerali, anch'essi provenienti dal petrolio, ma a differenza dei MOSH, contengono anelli di benceno nella loro struttura chimica. Questi composti sono particolarmente preoccupanti perché possono essere genotossici e cancerogeni, rappresentando un rischio significativo per la salute quando sono presenti in alimenti come l'olio d'oliva.
Rappresentano un rischio per la salute?
Attualmente, l'esposizione dietetica ai MOSH non è considerata un rischio per la salute, ma l'esposizione a lungo termine richiede ulteriori ricerche, mentre i MOAH possono avere effetti più tossici a causa della loro struttura aromatica e la cui tossicità è simile a quella degli HAP parentali, dello stesso numero di anelli, che sono composti genotossici e cancerogeni riconosciuti.

Legislazione attuale sui MOSH e MOAH
Verso la fine del 2023, la Direzione Generale per la Salute e la Sicurezza Alimentare della Commissione (DG SANTE) ha stabilito il limite di permesso per i MOAH in (2 mg/kg) per la maggior parte degli oli vegetali, inclusi gli oli d'oliva.
Questo limite dovrebbe diventare effettivo dal 1 gennaio 2026, ad eccezione dell'olio di sansa d'oliva, per il quale è previsto un limite iniziale più elevato (10 mg/kg), che sarà ridotto progressivamente a 2 mg/kg entro il 2030.
Per quanto riguarda il MOSH, si sta discutendo l'introduzione di livelli indicativi di MOSH (15 mg/kg per oli e grassi vegetali) che, se superati, dovrebbero obbligare gli operatori del settore alimentare a indagare sulla fonte di contaminazione e ad adottare misure di mitigazione.

Conseguenze per la salute
Iniziamo con i meno dannosi, come nel caso dei MOSH, che si accumulano nel fegato, nella milza e nei linfonodi. Inoltre, numerosi studi affermano che possono provocare infiammazione di questi organi e, nel lungo periodo, possono influenzare il metabolismo dei grassi.
Ma quelli più allarmanti sono i MOAH, che contengono specificamente 3 sostanze cancerogene, le quali sono:
- (HAPs) Idrocarburi aromatici policiclici. Come il benzopirene che si lega al DNA inducendo mutazioni genetiche e aumentando il rischio di cancro.
- Composti genotossici. Queste sostanze alterano la replicazione del DNA, danneggiando così il materiale genetico delle cellule.
- Potenziali perturbatori endocrini. In questo caso, alcuni MOAH possono danneggiare il sistema endocrino, causando danni a alcuni tessuti del corpo.
Come possiamo evitare la contaminazione del mio olio con idrocarburi?
Per cercare di risolvere il problema dobbiamo andare all'origine, e numerosi studi hanno dimostrato che i livelli di MOSH nelle olive raccolte a mano sono quasi insignificanti e i livelli di MOAH sono incalcolabili, quindi, quando si contamina l'olio con queste sostanze?
Principalmente nella raccolta.
Perdite accidentali di lubrificanti e/o il contatto con parti meccaniche lubrificate sono state identificate come importanti fonti di contaminazione. Lubrificanti e oli idraulici utilizzati su trattori o vibrazioni possono venire a contatto con il frutto, così come imballaggi di iuta o rafia se non trattati adeguatamente, possono rilasciare oli minerali al contatto con le olive. Attrezzature come mulini, frantoi e centrifughe possono anche avere perdite di oli lubrificanti che contengono MOSH e MOAH e alcuni materiali utilizzati nella filtrazione e nella pulizia possono contenere idrocarburi derivati dal petrolio.
Esempi di aree dei principali punti di inquinamento
Esempio evidente di fonte di contaminazione sono le tramogge situate a terra, dove il trattore o il veicolo con rimorchio passano sopra per scaricare la merce. Passando sopra la tramoggia di ricezione, il veicolo potrebbe perdere olio del motore, contaminando così sia le olive che la tramoggia stessa.

Trasporto e Imballaggio
Il trasporto può essere una delle principali fonti di contaminazione da MOH; pertanto, i camion cisterna che trasportano olio o qualsiasi altra sostanza devono essere ben disinfettati, poiché se hanno trasportato sostanze contaminate da MOSH o MOAH, anche l'olio d'oliva può essere contaminato. Lo stesso vale per i contenitori.

Raccolta
Un altro aspetto critico per l'inquinamento del nostro olio d'oliva è la raccolta, poiché in molti casi gli agricoltori trasportano la loro attrezzatura come scuotitrici, soffiatori o motoseghe sullo stesso rimorchio dove trasportano il loro raccolto fino al frantoio.
Una buona soluzione per risolvere questo problema, o almeno per ridurlo, sarebbe l'uso di cassette disinfettate per trasportare le olive fino al frantoio, una pratica non molto comune, ma che gradualmente sta diventando sempre più interessante per quegli agricoltori che apprezzano la qualità del loro prodotto.

Conclusione
La presenza di MOSH e MOAH nell'olio d'oliva rappresenta una sfida che il settore non può trascurare. Sebbene i livelli attuali non costituiscano un rischio immediato in tutti i casi, le evidenze scientifiche e la regolamentazione europea indicano la tendenza verso un controllo più rigido nei prossimi anni.
Assicurare la qualità e la sicurezza dell'olio d'oliva non è solo un obbligo legale, ma anche un'opportunità per rafforzare la fiducia dei consumatori in un prodotto simbolo della nostra alimentazione. La prevenzione inizia in campo, prosegue nel frantoio e si conclude con il confezionamento.
Investire in buone pratiche, tracciabilità e controllo analitico sarà fondamentale per garantire un olio privo di contaminanti e con tutte le sue qualità preservate.
Prezzi dell'olio d'oliva all'origine
Prezzi dell'olio d'oliva imbottigliato